Ogni volta che il calcio italiano diventa argomento di conversazione, si passa subito a discutere su difese e difensori. Nessun paese al mondo è così intrinsecamente legato al calcio, nessun campionato più stereotipato quanto noioso e negativo. Sebbene la penisola Italiana abbia chiaramente prodotto un talento offensivo sensazionale, non c'è dubbio che anche alcuni dei migliori difensori del mondo, sono nati in Italia.

Già dagli albori del calcio, gli Azzurri potevano sempre contare su alcuni nomi iconici per smentire gli avversari, spesso con ogni mezzo necessario. È una tradizione che – al di fuori della Juventus – ha probabilmente rallentato nell'età moderna, ma le squadre italiane più famose hanno sempre vantato difensori di alto livello.

Qui a Football Whispers abbiamo deciso di elencare i cinque migliori difensori della storia Italiana, un compito difficile che ha suscitato diversi dibattiti e discussioni, prima di giungere a una classifica finale. L'argenteria è essenziale per chiunque faccia un elenco di questo tipo, ma un successo tangibile non è sufficiente poiché sono stati presi in considerazione anche altri fattori come la longevità, l'eredità e l'approccio generale, prima di decidere la formazione finale.

Nei prossimi cinque giorni sveleremo l'intera lista, per poi svelare il più grande difensore della storia della nazione sabato 8 ottobre.

L'elenco

Difensore n. 5 – Beppe Bergomi

Difensore n. 4 – Alessandro Nesta

Difensore n. 3 – Paolo Maldini

Difensore n. 2 – Franco Baresi

Difensore n. 1 – Gaetano Scirea

Numero 1. Gaetano Scirea

Squadre più importanti: Atalanta, Juventus

Anni di attività: 1972-1988

La Juventus degli anni '70 e '80 era piena di vere star, ma al di sopra di tutti vi era il capitano Gaetano Scirea. “Era uno dei più grandi giocatori della storia”, ha ricordato l'ex compagno di squadra Dino Zoff. “Il giocatore più grazioso che abbia mai visto. Aveva l'abilità di un trequartista. Poteva fare tutto. Non ci sarà mai un altro come lui”.

STILE DI GIOCO

Scirea è un combattente capace di trasmettere fiducia e forza allo stesso tempo. Ha giocato per la nazionale Italiana per più di un decennio, ma ha ottenuto pochissimo riconoscimento fuori dall’Italia, nonostante le sue capacità tattiche di difensore.

REALIZZAZIONI

Scirea ha iniziato la sua carriera, entrando nel settore giovanile dell’Atalanta, debuttò in serie A con il Bergamaschi contro il Cagliari nel settembre del 1972, prima di unirsi alla Juventus, dove rimarrà per tutta la sua carriera. Il suo primo trofeo internazionale fu la coppa UEFA del 1977 contro l’Athletic Bilbao, in seguito ha ottenuto sette titoli di serie A tra il 1975 e il 1986, dimostrando così la dominanza della Juventus di Giovanni Trapattoni, a questi si aggiungono due trionfi in Coppa Italia, prima di giungere alla Coppa dei campioni e alla Coppa Intercontinentale un anno dopo. Ha anche collezionato settantotto presenze per la nazionale Italiana, aiutando gli Azzurri a conquistare la Coppa del Mondo nel 1982, grazie alle sue straordinarie prestazioni di difesa. Nel settembre del 1989 fu inviato in Polonia per valutare Gornik Zabrze, ma l’auto che lo trasportava si scontrò frontalmente con un camion, così Scirea e altri due passeggeri persero la vita, la sua perdita causò forte dolore al mondo del calcio. La Juventus ha dedicato a lui la curva Sud, ricordando così un grande giocatore, un grande uomo.

Numero 2. Franco Baresi

I 5 migliori difensori italiani di tutti i tempi - Franco Baresi

Squadre più importanti: AC Milan

Anni di attività: 1977-1997

Franco Baresi ha imparato a giocare in una difesa a quattro molto velocemente, combinando un approccio duro con una distribuzione aggraziata, è stato un faro luminoso di professionalità e fondamento logico in uno sport che spesso mancava in entrambi. Dopo il rifiuto dell’Inter, entra a far parte del Milan, la squadra che sarebbe diventata poi la sua casa per la vita.

STILE DI GIOCO

Il fantastico stile di gioco di Baresi; raramente agitato e mai frettoloso, ha giocato con una grazia di disinvoltura che si è poi vista in Alessandro Nesta.

“Baresi è benedetto da uno stile unico, arrogante, imperioso, a volte spietato”. ha ipotizzato il grande giornalista Gianni Brera.

Un difensore completo e molto coerente, che si è distinto per il suo raggio di passaggio, eccellenti abilità tecniche e controllo della palla.

REALIZZAZIONI

Quando il Milan è stato retrocesso in Serie B per il coinvolgimento in uno scandalo di scommesse, Baresi è stato l'unico giocatore che è rimasto sopra ogni sospetto, scegliendo di rimanere con i rossoneri anche dopo aver perso il loro status di massima serie. In seguito alla sua decisione fu nominato Capitano della squadra all'età di ventidue anni. Durante il suo illustre incarico, ha vinto sei titoli di Serie A, due Coppe Intercontinentali e tre corone di Coppa dei Campioni / Champions League, inclusi i trionfi consecutivi nel 1989 e nel 1990. Baresi ha anche aiutato il Milan a rivendicare tre Supercoppe UEFA e quattro Supercoppa Italiana, per completare un impressionante medagliere. E’ uno dei pochissimi giocatori di Serie A a vedere il suo numero di maglia ritirato. Nel 1997 – dopo vent'anni di prestazioni impeccabili – si sarebbe ritirato all’età di trentasette anni, in seguito a una serie di fastidiosi infortuni. Due anni dopo, i tifosi rossoneri lo considereranno il loro giocatore del secolo.

Numero 3. Paolo Maldini

Squadre più importanti: AC Milan

Anni di attività: 1985-2009

“Paolo Maldini è stato il miglior difensore, completo, forte, intelligente”, ha dichiarato Zlatan Ibrahimovic alla Gazzetta dello Sport nel 2014. Inoltre Maldini è stato considerato il più grande terzino sinistro del mondo e il calciatore che ha giocato più partite in Serie A, ben 647.

STILE DI GIOCO

Ha iniziato la sua carriera con il Milan, la squadra un tempo capitanata dal padre Cesare, vincitore della Coppa dei Campioni. Durante la sua carriera ha dimostrato abilità tecniche perfette, atletismo, resistenza e compostezza.

REALIZZAZIONI

All’età di diciassette anni nel 1988, il giovane difensore ha vinto il suo primo campionato con i rossoneri. In seguito i cinque sbalorditivi trionfi della Champions League sono stati superati da altri sei trofei di Serie A. Maldini ha alzato anche la Supercoppa Italiana e la Supercoppa Europea in cinque occasioni, conquistando anche due Coppe Intercontinentali e una Coppa del Mondo FIFA. Per la nazionale italiana – con la quale ha debuttato nel 1988 – ha registrato un record di 126 presenze, prima del suo ritiro nel 2002 dal calcio internazionale. A livello personale, ha vinto il premio UEFA Best Defender all'età di trentanove anni ed è stato nominato Difensore dell'anno della Serie A nel 2004. Considerato uno dei più grandi difensori di tutti i tempi e conosciuto in tutto il mondo non solo per il suo gioco brillante, ma anche per una presenza imponente in campo, che ha aiutato a organizzare, motivare, ispirare i suoi compagni di squadra e spaventare gli attaccanti avversari.

Numero 4. Alessandro Nesta

I 5 migliori difensori italiani di tutti i tempi - Alessandro Nesta

Squadre più importanti: Lazio, Milan

Anni di attività: 1993-2014

Nato nella capitale italiana, è entrato a far parte della squadra del Lazio, diventandone in seguito il Capitano. Nesta ha continuato ad aggiungere altri incredibili capitoli alla sua carriera con il Milan, ma la Lazio è sempre rimasta il suo vero amore.

STILE DI GIOCO

Nesta non era un giocatore fisico nonostante fosse in grado di sopraffare molti avversari, invece ha usato il suo tempismo impeccabile per strappare la palla al suo avversario nel momento vitale. Giocando la partita come se l'avesse già vista svolgersi, era impossibile osservare Nesta e non ricordare Gaetano Scirea o Franco Baresi, altre due leggende degli Azzurri che si avvicinavano al calcio in maniera simile.

REALIZZAZIONI

Lentamente ma inesorabilmente, è emerso come giocatore alla pari di Paolo Maldini e Cannavaro, la sua influenza sui biancocelesti è gradualmente aumentata con il passare degli anni '90. Nel 1997 era davvero sempre presente e le sue prestazioni furono sempre molto apprezzate dai tifosi della Curva Nord, felici di vedere uno di loro alla guida della squadra allo Stadio Olimpico.

La doppietta di Serie A e Coppa Italia nel 1999/2000 l’ha visto entrare nella leggenda della Lazio, mentre ha anche aggiunto un'altra vittoria in coppa nazionale e ha trionfato due volte nella Supercoppa Italiana. Sotto la guida dell'allenatore Sven-Göran Eriksson, ha anche aiutato la Lazio a vincere l'ultima Coppa delle Coppe UEFA nel 1999 e il Super Cuo UEFA quello stesso anno.

Passerà al Milan nell'estate del 2002, vincendo altri due titoli di Serie A, una terza vittoria in Coppa Italia e alzando il trofeo della Champions League sia nel 2003 sia nel 2007.

Nonostante i vari infortuni, Nesta è stato un difensore forte e veloce che possedeva una intelligenza tattica e una conoscenza innata di dove si sarebbe sviluppata la prossima minaccia offensiva e di come neutralizzarla.

Numero 5. Beppe Bergomi

Squadre notevoli: Inter

Anni di attività: 1979-1999

Nato a Milano nel dicembre 1963, la carriera di difensore di Beppe Bergomi inizia a soli sedici anni e l'anno dopo debutta a pieno titolo professionistico. Con i nerazzurri passerà due decenni, molti dei quali con la fascia da capitano, diventando un grande leader.

STILE DI GIOCO

Iniziando come terzino destro, Bergomi è stato affidabile sia lì sia poi nella difesa centrale man mano che cresceva. Nei suoi vent'anni all'Inter è stato un modello di coerenza, giocando con pragmatismo e fisicità, piuttosto che tentando di essere aggraziato nel possesso.

REALIZZAZIONI

La carriera di Bergomi non è stata disseminata da una lunga lista di riconoscimenti, ma quelli che ha ottenuto sono stati risultati incredibili. Membro della squadra italiana vincitrice della Coppa del Mondo del 1982, in seguito ha aiutato i nerazzurri a conquistare la Coppa Italia quello stesso anno. Tra il Milan dominante di Arrigo Sacchi e il Napoli di Diego Maradona, era difficile ottenere il successo nazionale, ma l'Inter finalmente ha conquistato lo scudetto nel 1989. Guidata da Giovanni Trapattoni, è stata una squadra costruita sulla propria forza difensiva, l'Inter ha vinto il titolo con undici punti da capogiro e la vittoria è stata la testimonianza dell'abilità organizzativa di Bergomi, grazie alla quale, la squadra ha concesso solo diciannove gol e perso solo due volte in tutta la stagione. Infine Bergomi è stato davvero un grande giocatore dal momento in cui è entrato nell’Inter, fino alla fine della sua carriera.

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